mercoledì 24 novembre 2010

Musicofilia

Sono stato alla FNAC oggi, appena uscito da scuola. Avevo voglia di comprare un CD dei Joy Division, di cui dopodomani vedrò il bassista al New Age di Roncade (TV), e come spesso mi capita, sono giustamente uscito con due CD. Nessuno dei quali dei Joy Division. Uno, l'ultimo dei Marlene, avevo voglia di spararmelo in vena per assaporare un po' di roba nuova; l'altro, l'ultimo dei Non voglio che Clara, è fuori da un po', e m'ha letteralmente conquistato. Avevo sentito il loro album precedente, e - per quanto molto raffinato e coraggioso - non mi sembrava nemmeno troppo d'avanguardia: un misto tra la malinconia elegante di Luigi Tenco e la visceralità sanguigna di Piero Ciampi, fuse assieme. "Dei cani" va in direzione diversa: sonorità decisamente più moderne e testi folgoranti, uno su tutti questo, che vi propongo per stasera (credo di averlo sentito dalle 15 alle 20 volte oggi, non mi capita spessissimo):

http://www.youtube.com/watch?v=Ofr2ONzdQCA

Un paio di pezzi massimo mi ricordano disgraziatamente i Baustelle (ma solo dal punto di vista musicale, per fortuna!). Buono mi sembra anche l'ultimo dei Marlene. Poco di nuovo nuovo musicalmente, salvo qualche apporto di Howie B, ma non importa. Belli e al limite dell'ermetico i testi, al solito; la musica sembra invece essersi come addolcita, graffia meno l'udito, taglia meno in profondità, va meno a braccetto con l'inquietudine tipica loro, almeno dal poco che ho conosciuto finora. Sarà perchè stanno invecchiando? E' anche vero, però, che nella botte vecchia... :D

Durante entrambi gli ascolti, comunque, ho provato un piacere molto simile, che mi fa impazzire: quello che deriva dall'assorbire musica mai sentita. Il primo ascolto è emozionante, specie dopo aver visto (molto in piccolo) cosa significhi registrare effettivamente delle tracce; l'autocompiacimento che deriva dall'aver suonato davvero bene in qualche pezzo raggiunge picchi notevoli, e appaga. Beh, oggi, dopo essermi sparato due volte entrambi i CD in auto, stavo proprio bene. Peccato che a casa mi attendessero un castello di piatti nel secchiaio e un bel pacco di pregevoli scampoli di prosa teenager da vagliare. Mazzate tremende al senso estetico (sia i piatti che i temi). Se non ci fosse la mia bellissima gatta scema a farmi ridere...

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